L’epigenetica è una branca della genetica che si occupa dei meccanismi biologici che influenzano l’espressione dei geni, attivandone alcuni e silenziandone altri senza alterare la sequenza del DNA. Il DNA non è l’unico responsabile delle caratteristiche di un individuo; infatti, esistono meccanismi biochimici (“note chimiche”) che coordinano il DNA, fornendo istruzioni su cosa fare, dove farlo e quando farlo.
Sono proprio queste “note” a decidere se un gene sarà attivo o inattivo, espresso in misura maggiore o minore.
In effetti, ciascun individuo possiede due codici distinti: il codice genetico e il codice epigenetico. Il termine “genoma” si riferisce all’intero insieme di geni (codice genetico), mentre il termine “epigenoma” si riferisce a come sono espressi i geni (codice epigenetico: insieme dei geni+ fattori di regolazione o “note chimiche”).
Quando l’embrione, ottenuto attraverso concepimento spontaneo o tecniche di procreazione medicalmente assistita, sia essa omologa o eterologa,
si impianta nella cavità uterina, inizia ad interagire con l’endometrio.
Il fluido viscoso prodotto dalle ghiandole uterine alimenta l’embrione e costituisce il microambiente in cui si svolge il primo dialogo tra l’endometrio materno e l’embrione. Questo fluido è ricco di piccole molecole, tra cui i
microRNA, che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dell’espressione genica, attivando o silenziando i geni.
Il dialogo tra l’embrione e l’endometrio materno perdura per 40 settimane, rappresentando una forma di comunicazione in cui la madre gestante ha la capacità di influenzare il patrimonio genetico del bambino.
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Dott.ssa Sara Ricciardi
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